Emmaus. Esercizio spirituale

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 Chiediamo

O Dio, che in questo giorno memoriale della Pasqua
raccogli la tua Chiesa pellegrina nel mondo,
donaci il tuo Spirito,
perché nella celebrazione del mistero eucaristico
riconosciamo il Cristo crocifisso e risorto,
che apre il nostro cuore all’intelligenza delle Scritture,
e si rivela a noi nell’atto di spezzare il pane
.

Esercizio spirituale

“i loro occhi erano impediti a riconoscerlo”

  • Preparo tutta la mia persona perché lo Spirito illumini il mio modo di vedere Gesù e la sua missione. In molte occasioni durante la giornata invoco Dio ripetendo più volte: “luce ai miei occhi la tua parola, lampada sul mio cammino” e ancora: “ donami  Signore la tua sapienza, inviala dai cieli santi”. Appena posso mi fermo a lungo immaginando la luce che avvolse e coprì Maria illuminando la sua mente e aprendola alla vocazione di madre del Messia….
  • Quando il mio corpo e la mia mente si sono rilassati e mi accorgo di essere in attesa dell’aiuto di Dio, lascio che la mente ripercorra a suo modo il racconto dei ciechi guariti da Gesù. Bartimeo grida: “che io veda”; il cieco nato: “chi sé Signore perché io creda in lui?”. Faccio esperienza della cecità, dei sentimenti e dei desideri che essa suscita.
  • Prendo coscienza che la vita delle persone e anche la mia è spesso nelle tenebre, l’ignoranza che non permette di orientare l’esistenza verso il bene, ma verso il potere. Il mondo e la persona umana sono spesso nel caos e hanno bisogno di Dio che grida nel caos “sia la luce!”.
  • Una parte delle tenebre deriva dalla comprensione superficiale della vita di Gesù. Di quali attese si alimenta la mia fede in Lui? Quale immagine mi sono fatto? A cosa credo quando credo in Lui? Quale speranza attendo che Lui realizzi in me? Quali incomprensioni possono diminuire la potenza della Sua risurrezione in me?
  • Faccio lo sforzo di non fuggire da queste domande e rifugiarmi nella mia religiosità. Lascio che lo Spirito mi illumini attraverso le parole del Vangelo. Mi confronto con due espressioni. Essi erano cechi perché speravano un messia sostitutivo e desideroso di potere umano…Essi non comprendevano che Gesù doveva morire, essere coerente nella sua missione di annunciatore del regno di Dio.
  • Lascio che lo Spirito mi convinca interiormente che la via della  risurrezione è la via della donazione, della purificazione dei desideri e della morte del proprio io negativo. Mentre sperimento di farmi umile, posso ripetere con il cieco “sono io, perché sei tu”.
  • Lodo interiormente e ringrazio per il dono ricevuto.

Introduzione e commento al vangelo di Emmaus

 

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Informazioni su luciano meddi

Ordinario di Catechesi Missionaria Pontificia Università Urbaniana Roma
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